ragazza con fobia

La Fobia sociale: il nuovo problema/disagio del secolo, aiuto psicologico

Sempre più persone sono affette da Fobia Sociale. Secondo le ultime ricerche, ne soffre circa il 15% della popolazione Italiana, in particolare più le donne che gli uomini. Ma concretamente di cosa si tratta?

La fobia sociale, conosciuta anche come socio-fobia, è un disturbo d’ansia. Chi soffre di tale disagio ha letteralmente paura di agire, di parlare, di muoversi davanti agli altri; teme di non essere all’altezza delle aspettative altrui; ha il terrore di essere giudicato in modo negativo. Secondo gli psicologi, questi stati d’animo non fanno altro che bloccare, o meglio “congelare”, il soggetto che ne soffre.

La paura più grande è quella di essere giudicati come persone ansiose, fragili, impacciate, sciocche o inadeguate. Questo timore può scatenare una sintomatologia caratterizzata da forti tremori, eccessiva sudorazione, disturbi gastrointestinali, stati confusionali, palpitazioni, tipica sintomatologia di un vero e proprio attacco di panico.

Può anche accadere che il soggetto consideri illogico il proprio comportamento, tendendo così ad accusarsi e rimproverarsi. Un atteggiamento che a lungo andare può danneggiare il proprio livello di autostima.

La fobia sociale può essere semplice o generalizzata. Molto dipende dalla frequenza con cui si verifica il disturbo:

  • Fobia sociale Semplice: si ha quando il soggetto sperimenta il disagio solo in una particolare situazione (ad esempio non riesce a parlare in pubblico, ma non ha problemi in altre situazioni sociali, come partecipare ad una festa);
  • Fobia sociale Generalizzata: quando il soggetto teme qualsiasi tipo di situazione sociale. In condizioni gravi, si preferisce parlare di Disturbo Evitante di Personalità.

In entrambi i casi è bene rivolgersi ad uno Psicologo specializzato, in grado di trovare la giusta soluzione al problema ed evitare che il disturbo danneggi la qualità di vita del paziente.

All’improvviso colpiti da fobia sociale!

Solitamente la fobia sociale può verificarsi in casi come cene, feste, riunioni, eventi particolari (ad es. matrimoni), oppure quando si è costretti a parlare, telefonare, firmare, mangiare davanti ad un pubblico di più persone, soprattutto sconosciute etc. A volte può creare uno stato di fobia sociale anche il solo entrare in un ambiente pubblico, dove ci sono già altre persone sedute, oppure anche il parlare semplicemente con un’amica davanti a più persone.

Secondo molti Psicologi, tale disturbo sembra esordire principalmente in età adolescenziale, spesso in seguito ad un episodio traumatico.

Semplice timidezza o fobia sociale? Come riconoscerle

La vergogna, l’imbarazzo, la famosa ansia anticipatoria sono emozioni che proviamo tutti. Questi stati d’animo non sempre rappresentano un disturbo psicologico, in molti casi celano solo una semplice di timidezza.

Quindi come distinguiamo il disturbo di fobia sociale dalla semplice timidezza?

Nel caso della fobia sociale gli stati emotivi sono così intensi, da invalidare il normale svolgimento delle attività quotidiane.
Mentre nel caso della timidezza, le persone in genere si preoccupano solo poco prima dell’evento a cui devono partecipare, diventando meno ansiose una volta iniziato l’avvenimento. L’ansia quindi non è opprimente, anzi sparisce rapidamente in poco tempo.

Chi soffre di Fobia Sociale, invece, inizia a preoccuparsi molto prima dell’evento, potenziando la propria ansia proprio durante la situazione temuta; questo comporta il verificarsi di stati di evitamento, o comportamenti protettivi.
Quindi, se ciò che definiamo disagio spinge la persona ad evitare gli incontri sociali, oppure causa una forte ansia in situazioni pubbliche, si può parlare di una vera e propria Fobia Sociale.

S.O.S. Psicologo: un aiuto concreto

Nella maggioranza dei casi la persona che soffre di fobia sociale non è in grado di chiedere aiuto ad uno psicologo, perché si vergogna, oppure non riesce, da sola, a riconoscere la vera natura del disturbo.
La fobia sociale, se non trattata in modo adeguato, con l’aiuto di uno Psicologo, tende a cronicizzarsi, trasformandosi in disturbi depressivi.
È bene quindi non sottovalutarla se si vuole vivere in modo sereno e piacevole.

In molti casi la soluzione migliore è quella di scegliere uno Psicologo ad orientamento cognitivo comportamentale, che permetta di intraprendere un percorso psicoterapeutico incentrato sulla riduzione del timore del giudizio, sul bisogno di riconoscimento, sul controllo delle emozioni e sulla riduzione degli stati d’ansia.

Il lavoro dello Psicologo è centrato:

  • Sul momento presente dell’HIC et NUNC
  • Sul trattamento diretto del sintomo
  • Sulla modificazione dei pensieri disfunzionali
  • Sul potenziamento delle capacità nell’affrontare le situazioni temute.

Lo Psicologo tende, solitamente, ad insegnare sia tecniche (ad esempio il training autogeno) per la gestione dell’ansia, sia tecniche per la gestione della comunicazione verbale.
La terapia proposta può essere condotta sia a livello individuale, sia a livello di gruppo. In caso di trattamento collettivo il primo vantaggio è ritrovarsi in una situazione pubblica per affrontare una paura proprio sociale.

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