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Acido Borico, cos’è?

L’Acido Borico: scopriamo cos’è!

Noto dai tempi antichi alla farmacopea orientale, l’acido borico è stato introdotto in Europa da Marco Polo e a partire dal Medioevo ne è cominciata la lavorazione, particolarmente concentrata a Venezia: famoso, infatti, è il cosiddetto borace veneziano, che veniva impiegato soprattutto nell’arte vetraia e orafa, e la cui raffinazione, a partire dai minerali grezzi importati, è stata oggetto per lungo tempo di assoluto riserbo.

Poco dopo, l’arte della produzione dell’acido borico fu scoperta anche dagli olandesi, che conoscevano l’acido borico con il nome di sale sedativo di Homberg: esso veniva adoperato, oltre che per fini industriali, anche nella medicina del tempo, in virtù di alcune sue supposte capacità antispasmodiche.
Tuttavia, è solo a partire dal ‘700 che è cominciata la vera e propria attività estrattiva dell’acido borico, stimolata dalla scoperta delle sue proprietà disinfettanti: è del 1779 l’attestazione, ad opera del naturalista Paolo Mascagni, della raccolta dei borati nei soffioni toscani, laghi di formazione vulcanica e piccoli geyser presenti sul territorio e nel sottosuolo, dalle cui esalazioni era possibile estrarre piccole concentrazioni della sostanza.

In America, poco più di un secolo dopo, inizia il processo estrattivo che ha dato vita alla moderna industria dei borati: forte di ricchissimi giacimenti, l’industria americana si è affiancata, progressivamente soppiantandola, a quella dei soffioni italiani. Tuttavia, la gran parte del prodotto estratto è presente in forme composte e necessita di ulteriori manipolazioni, a partire soprattutto dal borato di calcio: quindi, anche a fronte di una produzione nettamente minore, la principale fonte diretta di acido borico rimane quella italiana.

Composizione e utilizzi

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La formula chimica della struttura dell’acido borico

L’acido borico (conosciuto anche con il nome di acido ortoborico) è un acido debole ottenuto attraverso un processo di idratazione dell’anidrite borica o a partire da altri composti borici, catalizzati dalla reazione con l’acido solforico.

In natura, come detto, si trova sia in forma libera che composta, necessitando, nel secondo caso, di un ulteriore processo di raffinazione. La formula chimica è B(OH)3.
Attualmente, l’acido borico è utilizzato:

  • in medicina, principalmente come antisettico per il trattamento di numerosi disturbi;
  • nella forma in polvere, da sciogliere in acqua, può essere impiegato come insetticida contro infestazioni di formiche, scarafaggi e ragni;
  • nella stessa forma, da diluire in acqua, per la disinfezione degli ambienti domestici;
  • nell’industria ceramica come agente smaltante;
  • nella lavorazione del pellame come sostanza di conservazione e di concia;
  • nell’industria chimica, per la preparazione del borace e di altri composti del boro;
  • per la conservazione degli alimenti, sebbene in alcuni paesi sia stato discusso o addirittura vietato il suo impiego per timore di possibili effetti nocivi;
  • infine, permane il suo impiego per la produzione di particolari categorie di vetri e per la saldatura di metalli destinati all’oreficeria.

Commercializzazione

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Acido Borico facilmente venduto in farmacia, Marco Viti

Dal momento che l’acido borico è utilizzato principalmente con funzione farmacologica, esistono diverse modalità con cui esso viene confezionato e distribuito: l’acido borico è normalmente disponibile in farmacia e parafarmacia e non necessita di prescrizione medica. Le principali varianti in cui è venduto sono le seguenti:

  • sotto forma di unguento, con una concentrazione molto bassa (non superiore al 3%), utile per applicazioni locali in caso di problemi cutanei, attesa la sua capacità antibatterica e antimicotica; in questa forma è particolarmente indicato anche per il trattamento di lievi ustioni e scottature solari;
  • in bustine solubili o in confezioni in polvere: l’efficacia decongestionante del composto, secondo alcuni studi, sembrerebbe essere favorita dall’assunzione diretta, oltre che resa più sicura dall’emivita non particolarmente duratura (circa 3 ore), che ne consente una più facile assimilazione da parte dell’organismo;
  • in soluzioni pronte all’uso (cosiddetta acqua borica), che può essere utilizzata per la preparazione di impacchi da applicare alle aree interessate.

Non è inopportuno precisare che, comunque, si tratta di una sostanza chimica e che, soprattutto in caso di assunzione orale, è necessario consultare il proprio medico per la determinazione del dosaggio giornaliero. L’acido borico, infatti, pur presentando numerose proprietà terapeutiche, non è immune, come vedremo, da possibili controindicazioni.

Principali applicazioni farmacologiche

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Acido borico a uso dermatologico, indicato per il trattamento dell’acne

L’acido borico esercita la sua funzione antisettica intervenendo direttamente a livello microbiotico: la reazione chimica prodotta agisce aggredendo gli organismi infettivi, tramite l’invasione dei tessuti cellulari e la loro denaturazione.

Come si anticipava, l’acido borico può essere utilizzato per:

  • il trattamento delle ustioni più lievi o per gli eritemi solari;
  • alleviare il fastidio dovuto a irritazioni cutanee o per lenire la pelle screpolata;
  • in caso di punture di insetti;
  • per ottenere un’azione decongestionante;
  • per la pulizia dei condotti auricolari.

Tra le numerose applicazioni, in virtù delle riconosciute proprietà dell’acido borico, alcune delle più utili e frequenti sono riscontrate:

  • nel trattamento dell’acne e delle altre irritazioni cutanee leggere;
  • per la cura di lievi infezioni oftalmologiche, come arrossamenti e palpebre gonfie;
  • per le infezioni genitali, quali la candida.

Acido borico e acne

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Applicare l’acido borico sull’acne con dei cotton fioc

L’acne, soprattutto nel periodo adolescenziale, è una vera e propria piaga, capace di generare imbarazzo e frustrazione. Si sviluppa a causa di un’infezione cutanea di origine batterica, che genera l’accumulo di produzione sebacea e che caratterizza l’emersione di fastidiosi quanto evidenti brufoli, soprattutto sul viso.

Per combattere l’acne è possibile utilizzare una soluzione a base di acido borico, che con la combinata funzione disinfettante e antinfiammatoria, è capace di ridurre visibilmente gli inestetismi, combattendo al contempo la proliferazione batterica all’origine dei brufoli.

Solitamente è utile a tale scopo l’impiego di impacchi da applicare localmente, imbevendo del cotone medico o dei semplici dischetti struccanti: diluite il composto con un po’ d’acqua e applicatelo localmente, avendo cura di tamponare la zona interessata e di risciacquarla successivamente. Potrebbe essere necessario ripetere l’applicazione per alcuni giorni, in attesa che la sostanza produca i suoi effetti.

In alternativa, esistono in commercio anche delle creme e degli unguenti specializzati, che possono essere applicati localmente: in questo modo, all’efficacia lenitiva dell’acido borico, capace di ridurre in poco tempo l’arrossamento e il gonfiore cutaneo, si accompagna la sua azione antibatterica, che contrasta alla radice l’infezione nei condotti sebacei.

Usalo per curare infezioni oculari

acido borico per gli occhi
L’acido borico è ampiamente usato per il trattamento di infezioni oculari

È possibile che gli occhi vengano interessati da infezioni batteriche, oppure dall’azione di agenti allergenici che causano prurito, lacrimazione e talvolta anche dolore intenso. Per episodi ordinari, il trattamento terapeutico si effettua solitamente attraverso dei lavaggi oculari.

La maggior parte dei composti in commercio è, appunto, a base di acido borico: questa sostanza ha un’efficacia particolare nel trattamento delle infezioni oculari ed è consigliata per ottenere effetti positivi nel minor tempo possibile.
Anche in tal caso, è bene specificare che le infezioni oculari variano notevolmente a seconda della causa, dello stadio e della gravità: il trattamento a base di acido borico deve essere, comunque, strettamente osservante delle prescrizioni dell’oculista e normalmente è destinato alla cura di infezioni di non particolare gravità o longevità, come nel caso dell’orzaiolo.

In questi casi, oltre all’applicazione diretta in forma di soluzioni acquose con cui effettuare dei risciacqui, è possibile anche la preparazione di impacchi con acqua borica, da tenere per qualche minuto sulle palpebre chiuse, strizzando leggermente per il rilascio del contenuto. In caso di persistenza è bene consultare il proprio medico, che provvederà ad individuare terapie maggiormente invasive, come l’impiego di antibiotici con effetto localizzato.

L’utilizzo a fini oftalmici non deve avvenire mai attraverso il contatto diretto con gli occhi: utilizzate soluzioni apposite e diluite, come consigliato dal vostro medico, ed evitate di applicare la sostanza direttamente sugli occhi.

Trattamento della candida e di altri disturbi genitali

acido borico in natura
Una paglietta di acido borico, per come si trova in natura

Le proprietà antibatteriche e lenitive dell’acido borico ne fanno un perfetto alleato anche in caso di irritazioni vaginali e, soprattutto, per combattere la candida.
Per contrastare l’infezione micotica della candida può essere utile l’applicazione locale di una crema a base di acido borico, oppure l’utilizzo di saponi specifici che ne contengono una proporzione variabile.
In alternativa, in commercio si trovano ovuli del peso di circa 600 mg contenenti acido borico, che, attraverso l’inserimento manuale, rilasciano progressivamente la sostanza antibatterica necessaria a combattere l’infezione dall’interno.

Per prevenire il ripresentarsi della candida è anche possibile l’impiego di detergenti contenenti acido borico o la preparazione di lavande borico: curando in questo modo la vostra igiene intima, preverrete il rischio di ricadute.

L’acido borico può essere utilizzato anche in caso di vaginiti e vulviti, anche se la maggiore persistenza e invasività di queste infezioni necessita di essere attentamente seguita tramite la consultazione di un esperto.

Un incauto impiego di prodotti contenenti acido borico, o un uso eccessivamente prolungato, possono dar luogo ad alterazioni del ciclo mestruale, debolezza e disturbi quali nausea e diarrea.

Avvertenze e controindicazioni

acido borico in bustina
Acido borico commercializzato in polvere da diluire

Trattandosi di un composto chimico prodotto attraverso strumenti industriali, l’acido borico, anche a fronte delle evidenziate capacità curative, presenta i normali rischi di ogni prodotto farmacologico.
Per questo motivo, è necessario limitarne l’utilizzo a quanto prescritto dal medico o, comunque, provvedere ad un’attenta lettura delle etichette illustrative, che spesso indicano posologia e modalità di somministrazione. Anche il farmacista, dopo aver descritto i vostri sintomi, potrà consigliarvi nella scelta e nell’impiego migliore del prodotto.

In caso di applicazioni cutanee di creme, gel e unguenti, l’acido borico non può essere utilizzato per il trattamento di aree corporee particolarmente estese e, soprattutto, non deve essere mai applicato su ferite, tagli, lesioni epidermiche.
È sconsigliato l’utilizzo per bambini piccoli e donne in stato di gravidanza. Il prodotto, in generale, deve essere tenuto lontano dalla portata di bambini e animali domestici.

In caso di impiego di altri farmaci, anche di natura omeopatica, è importante che comunichiate al vostro medico l’utilizzo di prodotti contenenti acido borico. In particolare, l’acido borico, in ragione dell’incompatibilità fisico-chimica con alcune sostanze, comporta controindicazioni se assunto congiuntamente a composti contenenti:

  • idrossidi;
  • glicerolo;
  • alcool polivinilico.

Generalmente, l’impiego di acido borico non determina particolari risposte negative da parte dell’organismo. Eccettuati rari casi di reazioni allergiche, la sostanza presenta una rapida assimilazione e un altrettanto celere smaltimento, che ne determinano una elevata compatibilità e sicurezza per qualsiasi forma di impiego.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’acido borico può dar luogo anche a reazioni tossiche particolarmente serie in caso di sovradosaggio: in questo caso è possibile che si verifichi una reazione tossica dovuta all’accumulo della sostanza. I sintomi da avvelenamento da acido borico possono essere:

  • nausea;
  • vomito;
  • dolori viscerali;
  • diarrea.

L’utilizzo prolungato o su ferite aperte può comportare anche reazioni neurologiche e, nel caso di incauto utilizzo su bambini, anche gravi danni. I sintomi più diffusi sono:

  • mal di testa;
  • depressione;
  • convulsioni;
  • shock.

Qualora si riscontri uno dei sintomi prima descritti o la sua persistenza, è opportuno recarsi il prima possibile presso il proprio medico di fiducia o presso la più vicina struttura ospedaliera, descrivendo l’impiego e il tipo di prodotto utilizzato e ogni altra circostanza utile alla formulazione di un’accurata diagnosi.

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